Google manda in museo la sua auto a guida autonoma

14/06/2017

Dopo quattro anni di studi e sperimentazioni sul Firefly, la Waymo ha deciso di riversare la propria tecnologia su veicoli delle grandi case automobilistiche già in produzione

L’annuncio è stato dato da YooJung Ahn e Jaime Waydo, che guidano rispettivamente il settore design e il settore ingegneristico dell’azienda costola di Google: «Focalizzandoci su veicoli prodotti in serie  saremo in grado di portare la guida senza conducente a disposizione di più persone in maniera più veloce».


I test condotti sfruttando il veicolo fatto  ‘a uovo’ erano iniziati nel 2013 ed hanno permesso di implementare la sensoristica, il sistema Lidar e di fare le prime prove su strada nei pressi di Austin. Ma ora, utilizzando veicoli che sono nati per rispondere alle esigenze degli utenti, si apre una strada tutta nuova e problemi tutti nuovi da affrontare. È anche da dire che le grandi case automobilistiche, prime fra tutte quelle europee, hanno da sole raggiunto risultati per taluni aspetti superiori a quelli del prototipo Google. Ed alcuni esempi sono arrivati alla fase di commercializzazione: avete presente la pubblicità di quell’autista che i rapinatori costringono ad alzare le mani e l’auto che continua a viaggiare nel traffico senza problemi?


Per Google poi sarà più facile vendere la tecnologia piuttosto che impegnarsi in una produzione in serie dei veicoli e nella loro commercializzazione. Così, a partire dal mese di ottobre 2017, Firefly troverà il suo posto al  Computer History Museum di Mountain View e al Design Museum di Londra.

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