Ricaricare le auto elettriche mentre sono in viaggio

12/07/2017

È quanto si propone una squadra composta da cinque giovani ricercatori del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino guidati dai docenti Paolo Guglielmi e Fabio Freschi

Al progetto è stato dato il nome di “Polito Charge While Driving” sfruttando un sistema di bobine che fungono da trasmettitori e che sono annegate al di sotto del manto stradale e un avvolgimento che funge da ricevitore con il quale sono equipaggiati i veicoli. Vi pare fantascienza? Pensate al vostro smartphone che si ricarica senza dover essere fisicamente collegato al caricabetterie.
Anche per le autovetture, la trasmissione dell’energia avverrebbe in modalità wireless. Il primo circuito di test è stato allestito presso il centro MotorOasi Piemonte di Susa. È lì che la tecnologia verrà messa alla prova per testarne l’efficacia e l’affidabilità, in vista di una possibile adozione in un contesto reale. Un programma che coinvolge anche 24 partner a livello internazionale, compreso Tecnositaf, gestore dell’autostrada Torino-Bardonecchia.
Allo stato attuale, dotare un metro di asfalto del sistema in questione (Inductive Power Trasfer) costa 500 euro, comprensivo di tutte le componenti, ma un’applicazione su lunghe tratte contribuirebbe ad abbattere notevolmente i costi di produzione e installazione.
In uno scenario ideale si potrebbero dotare le strade dei centri urbani di questo speciale manto, permettendo così ai mezzi privati e del trasporto pubblico di muoversi caricando costantemente le batterie equipaggiate. Con il vantaggio economico per tutti gli automobilisti di avere batterie più piccole e meno capienti e per i progettisti di dover prevedere a bordo un peso minore.

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